Pomodoro Seccagno di Salina: Michele e Dani Oliva

PYMWYMI: Descrivi il pomodoro che coltivi, e le sue caratteristiche. 

Coltivo il pomodoro seccagno di Salina, conosciuto da moltissimi anni sull’isola di Salina e che si trova appeso in tutte le terrazze. Qui a Salina sono il primo a valorizzare il pomodoro seccagno di Salina e inserirlo nel mercato, fino adesso solo mercato italiano. La caratteristica del pomodoro seccagno di Salina: la bacca di colore rosso intenso e termina a punta. Inoltre possiede la buccia spessa, elastica e ricca di acqua, mentre all’interno è presente poca acqua. Una volta appeso dura da 6 a 9 mesi, questo perché avendo la buccia spessa resiste senza problemi. In tutte le case di Salina trovi questo pomodoro appeso sul terrazzo di casa. 
 

Cosa ha motivato il tuo interesse a coltivare il pomodoro seccagno di Salina?  

Il mio interesse nasce dopo attenti studi di ricerca svolti all’università di Catania. La mia tesi di laurea tratta vari ecotipi di pomodoro che si sviluppano senza acqua, tra questi il pomodoro seccagno di Salina.

 

Perchè si chiama ‘Pomodoro Seccagno’?

Il nome seccagno perché la pianta non viene irrigata e quindi si sviluppa senza bisogno di acqua grazie anche alla presenza dei due monti: Monte delle Felci e Monte dei Porri che con la loro altezza fanno si che l’umidità serva per apportare un poco di acqua alla pianta. Possiamo dire che il mio lavoro viene accompagnato dal lavoro importante che svolge la natura.
 

Nella seconda metà del secolo Ottocento un parassito è arrivato alle isole attaccando le radici delle viti. Purtroppo i contadini in quel momento non avevano una cura per il parassito, e questo aveva un impatto distruttivo nell’economia locale che successivamente ha ridotto la popolazione delle Isole Eolie da 20,000 a 14,200. Di conseguenza molta terra è oggi abbandonata, che precedentemente era coltivata.  

 

Com’è coltivato oggi il terreno a Salina rispetto al passato?

Oggi Salina non è sfruttata dal punto di vista agricolo ma possiede un potenziale molto importante. Fino a 50 anni fa si viveva soprattutto grazie all’agricoltura; le montagne erano quasi tutte coltivate e si lavorava per sopravvivere. Oggi praticamente non è coltivato neanche un quarto delle terre.

 

Tu sei il proprietario degli terreni dove coltivi il pomodoro?

Il terreno dove coltivo non è di proprietà mia; a Salina i terreni sono molto costosi quindi io cerco di recuperare i terreni abbandonati, reprenderli, e coltivare comunque un prodotto che ha origini qui a Salina. Cerco di valorizzarli attraverso prodotti tipici e di qualità. Ci cercare di ri-valorizzare al massimo questo pomodoro qua, che ha una storia abbastanza antica qui a Salina. 
 

Potete elaborare il significato o impatto che hanno i prodotti tipici nello sviluppo delleconomia, della cultura, dell’ ambiente, e della tradizione? 

Dani e Michele: Oggi si ha sempre di più la tendenza ad acquistare prodotti tipici locali, di antica tradizione, quindi di prodotti biologici che hanno una qualità maggiore rispetto ai prodotti agricoli di industria. Oggi il mercato reclama prodotti a km zero, aumenta la domanda del turismo rurale dove dietro ad una coltivazione c’è la storia di un passato che vuole essere rievocato.

 


Quale attività state sviluppando, a parte la coltivazione dei pomodorini?

Essendo appassionati di cucina, stiamo cercando di fare assaggiare tutto quello che produciamo a tutte quelle persone appassionate di cibo, natura e agricoltura. La semplicità è la base della nostra cucina insieme alle materie prime che rappresentano la marcia in più per raggiungere la qualità e la genuinità dei prodotti.
 

Sei interessato imparare più del lavoro di Michele e Dani? Guarda il loro sito qui!

"Hai la freschezza in un piatto, praticamente."

Guarda questo video per seguire la intervista estesa di quella sopra.